
Da qualche giorno un pallido sole illumina la città. Decido di prendere il tram 23 diretto verso nord, alla scoperta del parco che circonda il palazzo reale - quello dove il Re vive, non quello in centro dove lavora - e arrivare fino all’Atomium. Durante il viaggio scopro con piacere l’esistenza di un piccolo spazio conosciuto come Pavillon chinoise et tour japonais.
Costruito agli inizi del XX secolo a testimonianza dei buoni rapporti tra l’Europa e l’estremo-oriente, è stato
interamente realizzato da parte di architetti francesi. Al loro interno i vari edifici espongono preziose porcellane cinesi del XVII e del XVIII secolo e collezioni d’arte giapponese dal XVII al XIX secolo. Un piccolo angolo d’oriente al centro dell’Europa. In fondo a questo post troverete un video illustrativo (in lingua francese).
Continuando il giro a piedi, passato l’ingresso della residenza reale, girando di fronte alla Cripta, dopo aver attraversato l’enorme parco pieno di famiglie, bambini e giovani, arrivo all’Atomium. Costruito per l’esposizione universale del 1958, rappresenta - nella sua maestosità - un atomo di ferro. Al suo interno, musei e ristoranti. In questi giorni si sta svolgendo il cinquantenario della sua nascita, con mostre fotografiche e altre iniziative.
Le foto che vedete sono realizzate con il cellulare - un Nokia N70 - con alterne fortune.

Durante il periodo di Pasqua ho avuto modo di fare un bel giro nella Polonia meno conosciuta.
Prima nella zona attorno a Poznan. Situata verso il confine tedesco, sulla strada che collega Varsavia a Berlino,
nel Województwo wielkopolskie, è la zona industriale e mineraria dello stato. Percorrendo le strade il panorama è dominato dalle miniere di carbone - ancora funzionanti a pieno regime - che donano al paesaggio un tono caratteristico. I vecchi impianti industriali del periodo sovietico, alcuni abbandonati, altri rinnovati e tenuti in funzione, convivono con i grandi appezzamenti agricoli che in epoca socialista erano organizzati in aziende collettive, sulla falsariga dei Kolchoz sovietici. Caduto il regime i terreni sono stati privatizzati e divisi molto spesso tra i vecchi contadini.
Poznan è una delle città più antiche della Polonia, scampata dai bombardamenti e dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Riconoscibile lo stile rinascimentale delle chiese e di molti palazzi, grazie al lavoro di architetti italiani giunti in città nel XVI secolo. Da visitare anche il caffé in Stile Socialista accanto alla piazza del mercato (Stary Rynek) che raccoglie memorabilia dei lunghi anni di regime.
Piccolo spazio merita il Santuario di Nostra Signora di Lichen. Luogo di culto, si racconta che durante le guerre napoleoniche, un soldato polacco ferito a morte invocò la Vergine Maria che apparve, curandolo
dalle ferite e permettendogli di tornare a casa. Nei decenni seguenti le apparizioni si sono moltiplicate rendendo il luogo meta di pellegrinaggi. A metà degli anni novanta è iniziata la costruzione della basilica, la settima più grande al mondo, che ospita al suo interno il dipinto “Nostra Signora della Sofferenza” del 1772. L’enorme parco attorno alla chiesa comprende anche il Golgota, ovvero un percorso illustrato della passione di Cristo, comprendente una sorta di bignami del Vangelo e dei principali capisaldi dell’ortodossia cattolica. La cupola dorata - assieme a gran parte delle decorazioni - rendono il luogo visibile da grande distanza. Un punto luminoso nel mezzo di una vasta distesa verde.
La seconda zona visitata è nel Województwo Świętokrzyskie, nel sud-est del territorio polacco, una delle zone più povere,
rurali e legata alle tradizioni di tutta la Polonia; non è raro infatti incontrare agricoltori lavorare con l’aratro attaccato al cavallo. Il panorama è particolarmente agreste, nessuna traccia di industrie, ma grandi distese coltivate e foreste a perdita d’occhio. Da visitare le suggestive rovine del castello barocco di Krzyżtopór, nei pressi della città di Ujazd. Fuori dalle strade più battute dai turisti e non semplicissimo da raggiungere, mostra ancora la maestosità delle possenti mura. Distrutto prima dagli Svedesi e poi dai Russi alla fine del settecento, non è mai stato ricostruito, a parte qualche restauro iniziato negli anni settanta. Molte leggende circondano il complesso; una recita che il favoloso tesoro della famiglia Ossoliński si nasconda ancora nelle fondamenta del castello, difeso dal fantasma del suo costruttore, Krzysztof Baldwin Ossoliński.
Da visitare anche il capoluogo della regione, Sandomierz. La città è meta turistica grazie alla ricchezza di monumenti ed
edifici storici. Due notazioni; ogni anno si svolge un importante festival letterario e cinematografico che attira scrittori, intellettuali e appassionati da ogni parte d’Europa. Seconda notazione, la popolazione ebrea fu totalmente deportata e uccisa nei campi di concentramento di Treblinka durante la Seconda Guerra Mondiale. La piccola sinagoga, in stile barocco, fu distrutta dai nazisti e adesso ospita l’archivio della città. Per chi ha voglia di camminare, poco distante si trovano le cosidette Montagne di Pepe. Non lasciatevi spaventare dalla dicitura; in una zona prevalentemente pianeggiante, qualunque altura è considerata montagna!

No, non si tratta di un paesino poco conosciuto della Pomerania, ma semplicemente della contrazione di Bratislava e Vienna. Le due città sono più che gemellate; un battello solca il Danubio e le collega - per il momento solo nei mesi estivi - e tra pochi anni, se continuasse così l’espansione di entrambe, arriveranno a toccarsi. ![]()
Vienna non ha bisogno di presentazioni, trabocca di storia e suggestioni del passato. La città è raccolta. Girando per le strade non si ha la sensazione di trovarsi nella parte “occidentale” dell’Europa, tanta l’influenza che l‘est ha esercitato sull’Impero Asburgico. E’ anche una città di contrasti; non è difficile incontrare gruppi di punk - o ggiovani alternativi - bivaccare tranquillamente nei parchi pubblici o tra le
“classicheggianti” strade del centro. Un contrasto che sicuramente la rende viva. Una visita è d’obbligo al Sacher Hotel, nel quale si potrà degustare l’originale, inimitabile, SacherTorte. La stessa citata da Nanni Moretti in Bianca.
Come ho scritto prima, navigando placidamente per un’ora sul Danubio - oppure prendendo il più prosaico autobus tra i campi di turbine eoliche - si arriva a Bratislava. Cittadina piccola, anch’essa raccolta e a suo modo affascinante. Emozionante la fortezza dalla quale si può ammirare il panorama - ancora molto sovietico - della capitale slovacca. Gli abitanti sono gentili, anche se non particolarmente espansivi. ![]()
Purtroppo ho perso buona parte delle foto che avevo scattato a causa di un malfunzionamento del mio computer. Questo è ciò che sono riuscito a recuperare.

Sembrava non dovessimo più andarci, ma all’ultimo momento tutto si è sistemato. Così abbiamo preso armi e bagagli diretti alla stazione centrale di Varsavia, pronti a salire sul treno che ci avrebbe portato a Praga.
Ammetto che la mia impressione non è favorevole. La sensazione è che sia tutto finto. Saranno i troppi negozi e i ristorantini “finto tipici”, ma camminando per le strade mi sembrava ci fosse qualcuno indaffarato a costruire la città di fronte a me e, naturalmente, a smontarla appena fossi passato. Una enorme quinta di Cinecittà, un qualcosa che sembra vero anche a guardarlo da vicino, ma che vero non è. Ed è strano, perché Praga ha secoli di storia alle spalle, secoli che si vedono. Ma non si sentono.
E’ poi spiacevolissimo scoprire quanto i praghesi siano inospitali e maleducati. Qualcuno cerca di giustificarli facendo riferimento al consistente numero di turisti presente in città, ma non credo ciò sia accettabile. Roma ha una massa di turisti di gran lunga superiore, eppure nessuno si è mai sognato di comportarsi in modo tanto sgarbato quando gli abitanti di questa cittadina. Se mai avrete la pessima idea di andarla a visitare, ricordatevi che alzare la voce è la soluzione! Quando vi chiederanno di pagare qualche corona in più rispetto al prezzo esposto, alzate la voce! Quando vi serviranno in modo poco educato, alzate la voce! Quando incontrerete i controllori nella metropolitana, anche se avete il biglietto regolarmente vidimato, tirate fuori gli Euro! Con una tangentina di 20€ riuscirete a cavarvela. Se poi volete proprio divertirvi, quando prenderanno i vostri soldi, filmateli! Poi annunciategli di esser diretti alla prima stazione di polizia. Vedrete che magicamente inizieranno a capire anche l’inglese…
Ebbene si, anche se la Repubblica Ceca è compresa nei confini dell’Unione Europea, il livello di corruzione parrebbe essere ancora alto. Affermare che abbiano ottenuto l’accesso solo grazie a Sylvia Saint lo ritengo esageratamente severo da parte vostra.
Nota finale: se sperate di ottenere qualcosa di utile dagli uffici informazioni, poveri voi! Praga è una città costosissima, dove tutto - e sottolineo tutto - si paga. Caro. Le guide che troverete nei numerosissimi negozi sono povere di informazioni utili - a meno che non siate interessati ai luoghi preferiti dall’ex-presidente americano Bill Clinton - ma cointrubuiranno a farvi viaggiare più leggeri. No, non perchè sono di dimensioni ridotte, ma perchè il portafoglio occuperà meno spazio nelle vostre tasche.

Ma ve lo ricordate il vecchio Kick-Off??? Oddio, appena ho finito di digitare il titolo mi sono tornati alla mente i pomeriggi passati a giocare al computer. L’altra sera - e finisco l’inciso - mi sono guardato un bellissimo documentario girato da Discovery Channel sulla storia del Videogame; dal vecchio Pong, passando per Space Invaders, Pac-Man fino ad arrivare a Tetris e SuperMario. Se avete un’oretta da spendere, ecco tutto quello che vi serve: History of Videogames
Detto questo, per rompere il ghiaccio vi riproporrò alcune vecchie foto - prese a caso - già apparse sul web. Con il tempo posterò in modo più organico. Nel frattempo… enjoy!
